_mg_6853bn_ridVedrai Vedrai

Quando la sera me ne torno a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi con quella tenerezza
come fossi un bambino che ritorna deluso.
Sì lo so che questa non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi…
Vedrai, vedrai, vedrai che cambierà
forse non sarà domani, ma un bel giorno cambierà.
Vedrai, vedrai, non son finito sai.
Non so dirti come e quando ma vedrai che cambierà.
Preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri di averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me tutto quello che viene
Mi fa disperare il pensiero di te
e di me che non so darti di più.
Vedrai, vedrai, vedrai che cambierà
forse non sarà domani, ma un bel giorno cambierà.
Vedrai, vedrai, non son finito sai.
Non so dirti come e quando ma un bel giorno cambierà.

                                                                    Luigi Tenco

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MMXVII

Alla fine del viaggio

Tutto diventa chiaro

E amare consapevolezze mi abbracciano.

Guardo la neve e mi lascio incantare dal Tempo.

Sì.

Il Tempo. Il Tempo. Il Tempo.

g.f.

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MMXVII

E’ bello trovarti

Dopo aver a lungo camminato

Alla fine di tutto.

Grazie

Comunque

g.f.

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Without words.

La gioia di fotografare solo per me stesso.

Un semplice privilegio in una vita di merda.

g.f.

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The 12th Room

“C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze. Sono le dodici in cui lasceremo qualcosa di noi, che ci ricorderanno. Dodici sono le stanze che ricorderemo quando passeremo l’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo “.

Ezio Bosso

la-madre-migranteMMXVII

Sulla “buona fotografia”.

Oggigiorno i “grandi esperti” di “fotografia”, che sono tanti, “dotti, medici e sapienti [Edoardo Bennato], insieme a quella miriade di “fotografi pieni di idee, ma che non sanno bene esprimere”, sono costantemente indaffarati alla ricerca di nuovi temi da affrontare per dare “pregio” alla “fotografia”. Sì, perché, secondo loro: “non ha più senso la singola immagine. Ormai tutti sanno fare una buona fotografia. La si fa anche con un semplice smartphone!

Quindi, secondo questo assunto, la “bravura” starebbe solo nel saper individuare un argomento interessante da trattare e da lì cominciare a fare scatti che, in qualche modo, lo rappresentino. Così ecco le infinite serie di raffigurazioni di “guerra”, di “povertà” di “depravazione” ed in genere di ogni forma di “malessere sociale” ormai universalmente diffuso e facile da vedere, che fanno sempre molto trend, per non parlare delle ancor più “originali” immagini – rigorosamente in bianco e nero – dei manicomi dismessi, magari con la classica sedia sfondata sotto la finestra coi vetri rotti. Insomma, una miriade di fotografie che, se prese singolarmente non “dicono” niente e, tutte assieme, si sforzano inutilmente di farsi notare all’osservatore di passaggio.

Per carità… nulla da eccepire! Semplici operazioni di “pseudo marketing”.

Io penso, invece, che quei “dotti, medici e sapienti” di cui sopra, confondano (come, del resto, è risaputo) una “bella immagine” con una “buona fotografia”. Non sanno che una “buona fotografia”, con qualunque mezzo la si ottenga, riesce, da sola, ad evocare stati d’animo e sentimenti che nemmeno milioni di parole o di costosi portfolio fotografici possono eguagliare. Naturalmente una “buona fotografia” è merce rara, molto rara, ma quando la si incontra è sufficiente a riempire un’intera galleria.

(Nel riquadro: Migrant mother – Dorothea Lange – 1936)

g.f.

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Without words.

La gioia di fotografare solo per me stesso.

Un semplice privilegio in una vita di merda.

g.f.

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9 ottobre 1967

… … …
 
Il silenzio è una discussione portata avanti con altri mezzi.”

Ernesto Guevara

 
 
 
    
  
 
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Hasta siempre Comandante Che GuevaraJoan Baez
 
 
Aprendimos a quererte
desde la histórica altura
donde el sol de tu bravura
le puso un cerco a la muerte.
 
Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
 
Tu mano gloriosa y fuerte
sobre la historia dispara
cuando todo Santa Clara
se despierta para verte.
 
Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
 
Vienes quemando la brisa
con soles de primavera
para plantar la bandera
con la luz de tu sonrisa.
 
Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
 
Tu amor revolucionario
te conduce a nueva empresa
donde esperan la firmeza
de tu brazo libertario.
 
Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
 
Seguiremos adelante
como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos:
hasta siempre Comandante.
 
Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Hasta la victoria siempre. Patria o muerte.

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MMXVII

Gracias a la vida

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió dos luceros, que cuando los abro
Perfecto distingo, lo negro del blanco
Y en el alto cielo, su fondo estrellado
Y en las multitudes, el hombre que yo amo
 
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el oído, que en todo su ancho
Graba noche y día, grillos y canarios
Martillos, turbinas, ladridos, chubascos
Y la voz tan tierna, de mi bien amado
 
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el sonido, y el abecedario
Con el las palabras, que pienso y declaro
Madre, amigo, hermano y luz alumbrando
La ruta del alma del que estoy amando
 
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la marcha de mis pies cansados
Con ellos anduve ciudades y charcos
Playas y desiertos, montañas y llanos
Y la casa tuya, tu calle y tu patio
 
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió el corazón, que agita su marco
Cuando miro el fruto del cerebro humano
Cuando miro el bueno tan lejos del malo
Cuando miro el fondo de tus ojos claros
 
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la risa y me ha dado el llanto
Así yo distingo dicha de quebranto
Los dos materiales que forman mi canto
Y el canto de ustedes, que es el mismo canto
Y el canto de todos, que es mi propio canto
 
Gracias a la vida, que me ha dado tanto.

Violeta Parra